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Arte Sacra

Arte e liturgia

l’intervento quivi riportato è stato pronunziato dall’eminentissimo Vescovo in Torremaggiore il 7 giugno 2003 , in occasione della presentazione ufficiale della chiesa e delle opere d’arte.

“Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la chiesa ha bisogno dell’arte .Essa infatti deve rendere percettibile e, anzi per quanto possibile , affascinante il mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio.”

Questa affermazione categorica di Giovanni Paolo II presente nella sua lettera agli Artisti (n.12) ed echeggiante più chiaramente il pensiero di Paolo VI, orienta autorevolmente il mio intervento teso ad evidenziare e far cogliere a tutti voi qui presenti il fecondo rapporto esistente tra arte e liturgia , felicemente raggiunto nell’arredo programma iconografico i questa chiesa parrocchiale , oggi onorata dalla prestigiosa presenza di Sua Eminenza il Cardinale Paul Poupard.

La chiesa ha bisogno dell’arte perché essa è chiamata a pro-clamare Cristo, la bella notizia del Padre, che si è reso visibile assumendo la nostra carne e , facendosi uomo, ha rivelato l’invisibile di Dio.

La chiesa ha bisogno dell’arte perché attraverso di essa noi sperimentiamo sensibilmente Dio, che in Cristo ha voluto essere visto , toccato ,inabitato. In questa chiesa pittura,scultura, architettura non parlano. Eppure esse fanno vedere , fanno toccare, fanno entrare nel mistero del totalmente altro.

La Chiesa ha bisogno dell’arte perché gli occhi vogliono vedere . Anche se è della predicazione che l’Evangelo viene a noi, però il Cristo,è stato anche visto e toccato. Sicchè, la Chiesa, avendo avuto la missione di prolungare nell’oggi della storia l’opera di Cristo suo sposo, si è sempre servita dell’arte come veicolo dì evangelizzazione.

Tant’è che sin dalla prima cristianità la committente di opere d’arte e di architettura ha sempre costituito un progetto pienamente consapevole della sua funzione epifanica e a cui sono state dedicate risorse ingentissime nel corso dei secoli.

La comunità di ieri e di oggi, allora, assumendosi questo impegno di iconizzare l’impalpabile, ha utilizzato l’arte in tutte le sue forme ed è riuscita( Giovanni Paolo II, lettera agli Artisti, n.12).
L’Arte del Maestro Ernesto Lamagna ,severa e cordiale, muta ed eloquente,mira ad avvicinare e coniugare insieme il trascendente e l’immanente, allo scopo di far emergere l’aspetto profondamente religioso da quella materia che egli modella con la mente e con il cuore.

Il Maestro Lamagna modella i suoi corpi come la cera e con la cera . Li adombra con uno sfumato capace di mettere in vita i sogni profondi che animano la materia .
Fa scivolare su di loro la luce, come se vi si soffiasse l’anima. E le sue opere prendono colore ,aprono gli occhi senza aprirli sul mondo.

Le sculture create dal Maestro Lamagna – frutto di un equilibrio tra classico e moderno, hanno dentro un disegno originario, un raffronto con le proprie convinzioni personali.

Ciò che sempre mi ha sorpreso nella lunga frequentazione con il Maestro Lamagna è proprio questa inondazione impetuosa che nasce dal cuore, inteso come centro della persona. Lamagna è l’artista che traccia forme con gli occhi nelle mani; fonda con il fuoco l’idea, solleva la materia, forgia la visione, scolpisce nello spazio le movenze , trasforma la materia in religiosa presentazione di una bellezza superiore.

E se la bellezza per il Maestro è “cifra del mistero” e ” richiamo al trascendente”, noi tutti gli siamo profondamente grati perché , grazie al suo spiccato talento artistico, possiamo continuare a cantare i magnolia Dei in questo luogo santo , punto di convergenza della terra e del cielo.

FELICE DI MOLFETTA
Vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano